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Approfondimenti scientifici

Gestione del neonato durante il trasporto aereo

Dott. Luigi Di Matteo
FOCUS: Il viaggio

Il trasporto aereo durante il periodo neonatale richiede una valutazione approfondita delle caratteristiche anatomo-funzionali dell’organismo in sviluppo, delle modificazioni ambientali associate alla cabina pressurizzata e delle procedure di sicurezza previste dalle normative dell’aviazione civile. Le variazioni della pressione atmosferica che si verificano durante le fasi di salita e discesa costituiscono il principale elemento responsabile del disagio otologico correlato al volo, conseguente alla difficoltà di compensazione pressoria dell’orecchio medio attraverso la tuba di Eustachio, struttura caratterizzata nei primi mesi di vita da immaturità morfologica e funzionale.

La promozione della deglutizione mediante allattamento al seno o suzione non nutritiva favorisce l’apertura tubarica e il riequilibrio della pressione tra ambiente esterno e cavità timpanica. Una corretta gestione dell’esposizione all’aria condizionata, un adeguato posizionamento del genitore, l’impiego di dispositivi di ritenuta certificati e la conoscenza delle procedure previste per neonati e bambini consentono di ottimizzare sicurezza e comfort durante il viaggio.

Il viaggio aereo nei primi mesi di vita costituisce una condizione nella quale l’organismo neonatale viene esposto a modificazioni fisiche ambientali non presenti nella quotidianità domestica. L’ambiente della cabina aeronautica è caratterizzato da pressione atmosferica ridotta rispetto al livello del mare, diminuzione dell’umidità relativa e presenza di sistemi di ventilazione continua. L’adattamento a tali condizioni dipende dal grado di maturazione dei sistemi respiratorio, immunologico e otorinolaringoiatrico. Particolare attenzione deve essere riservata ai neonati prematuri, ai soggetti con patologie cardiopolmonari, alterazioni respiratorie croniche o infezioni recenti delle alte vie respiratorie.

 

Anatomia e fisiologia dell’apparato otorinolaringoiatrico neonatale

L’apparato uditivo neonatale possiede caratteristiche strutturali differenti rispetto all’età adulta che influenzano la capacità di adattamento alle variazioni pressorie. In particolare:

  • L’orecchio esterno comprende il padiglione auricolare, il condotto uditivo esterno e la membrana timpanica. Nel neonato il condotto uditivo presenta dimensioni inferiori e una configurazione anatomica caratterizzata da una diversa inclinazione rispetto all’adulto. La membrana timpanica possiede una posizione relativamente più orizzontale e una differente elasticità biomeccanica, elementi che possono modificare la risposta alle variazioni di pressione.
  • L’orecchio medio comprende la cavità timpanica e la catena ossiculare costituita da martello, incudine e staffa. La funzione del sistema timpano-ossiculare dipende dal mantenimento di un equilibrio pressorio tra l’ambiente esterno e la cavità dell’orecchio medio. Una variazione significativa di tale equilibrio determina modificazioni della tensione della membrana timpanica con possibile comparsa di dolore.
  • La tuba di Eustachio costituisce il collegamento anatomico tra rinofaringe e orecchio medio e svolge una funzione essenziale nella ventilazione della cavità timpanica, nel drenaggio delle secrezioni e nella compensazione della pressione atmosferica. Nel neonato la tuba di Eustachio presenta una lunghezza ridotta, un decorso più orizzontale e una minore rigidità delle strutture cartilaginee. La muscolatura deputata all’apertura tubarica possiede inoltre una funzionalità ancora in fase maturativa. Tale configurazione determina una maggiore difficoltà nella compensazione pressoria durante rapide modificazioni dell’ambiente esterno.

 

Alterazioni pressorie durante il volo e barotrauma auricolare

Durante il decollo la pressione interna della cabina diminuisce progressivamente, mentre durante la fase di atterraggio aumenta rapidamente fino al raggiungimento della pressione ambientale. La discesa costituisce generalmente il momento di maggiore sollecitazione dell’orecchio medio, poiché richiede un efficace ingresso di aria attraverso la tuba di Eustachio. Quando la compensazione non avviene in modo adeguato si determina una differenza pressoria tra cavità timpanica e ambiente esterno. Tale condizione provoca deformazione della membrana timpanica, stimolazione delle fibre nervose sensitive e comparsa di sintomatologia dolorosa.

Nel neonato il disagio può manifestarsi attraverso pianto improvviso, irritabilità, modificazione del comportamento, riduzione della suzione o difficoltà nel rilassamento. Il rischio aumenta in presenza di congestione nasale, rinite, infezioni delle vie respiratorie superiori o episodi recenti di otite media.

 

Ruolo della suzione e dell’allattamento nella compensazione pressoria

La “strategia” fisiologica maggiormente utilizzata per favorire l’adattamento pressorio consiste nella stimolazione della deglutizione ripetuta. La suzione determina una complessa attivazione neuromuscolare che coinvolge mandibola, muscoli faringei e strutture deputate all’apertura della tuba di Eustachio. L’allattamento al seno durante le fasi di decollo e atterraggio favorisce simultaneamente nutrizione, regolazione neurovegetativa e frequenti atti deglutitori.

Anche l’uso di succhietto può favorire il meccanismo compensatorio attraverso la stimolazione della deglutizione. È consigliabile iniziare la suzione poco prima del cambiamento pressorio e mantenerla durante la fase nella quale l’adattamento dell’orecchio medio risulta maggiormente richiesto, in particolare durante la discesa finale.

 

Tappi auricolari e protezione dell’orecchio

L’utilizzo di normali tappi auricolari non modifica la pressione presente nell’orecchio medio e non costituisce una misura efficace per prevenire il barotrauma. Il problema non deriva infatti dall’intensità del rumore ambientale della cabina, ma dalla differenza di pressione tra l’interno della cavità timpanica e l’ambiente circostante. La prevenzione del disagio auricolare deve quindi basarsi sulla stimolazione della funzione tubarica attraverso deglutizione, suzione e mantenimento della pervietà nasale.

 

Influenza dell’aria condizionata sulla fisiologia neonatale

L’ambiente della cabina presenta una ridotta umidità relativa e una temperatura controllata mediante sistemi di climatizzazione continua. Il neonato possiede una capacità termoregolatoria ancora immatura e l’esposizione diretta al flusso di aria fredda può determinare irritazione delle mucose respiratorie, incremento della secchezza nasale e maggiore difficoltà nella ventilazione tubarica. È pertanto indicato evitare il getto diretto dell’aria sul volto, utilizzare un abbigliamento modulabile mediante più strati e mantenere l’alimentazione abituale per garantire adeguato apporto idrico.

 

Posizione del genitore e organizzazione della seduta

La collocazione del genitore con il neonato deve essere programmata considerando le esigenze assistenziali durante il volo. Le file anteriori della cabina o le sedute predisposte per l’installazione della culla aeronautica possono offrire maggiore spazio e migliore gestione delle necessità del bambino. Le file corrispondenti alle uscite di emergenza generalmente non sono assegnate ai passeggeri con neonati, poiché richiedono la possibilità di collaborare con l’equipaggio nelle procedure operative di emergenza.

 

Sistemi di sicurezza per neonati e bambini fino ai 3 anni

Nei bambini di età inferiore ai ventiquattro mesi le compagnie aeree prevedono generalmente due modalità di trasporto:

  • In braccio al genitore, mediante un sistema supplementare di ritenuta fornito dall’equipaggio
  • Su un posto individuale, utilizzando un dispositivo certificato compatibile con il trasporto aeronautico.

La cintura di sicurezza dell’adulto non deve essere utilizzata per trattenere direttamente il neonato, poiché tale configurazione non garantisce una distribuzione adeguata delle forze in caso di turbolenza o decelerazione improvvisa.

Dopo il compimento dei due anni il bambino necessita normalmente di un posto individuale e può utilizzare la cintura del sedile dell’aeromobile oppure un sistema di ritenuta certificato secondo le indicazioni della compagnia e del produttore.

 

Regolamentazione italiana ed europea

Nel contesto dell’aviazione civile europea le procedure relative al trasporto dei minori sono definite secondo gli standard di sicurezza coordinati dall’Agenzia dell’Unione Europea per la Sicurezza Aerea. La categoria infant comprende generalmente i bambini da zero fino ai ventitré mesi di età. In tale fascia il bambino può viaggiare senza posto individuale secondo le modalità previste dalla compagnia oppure con seduta dedicata mediante dispositivo certificato.

Dal compimento dei ventiquattro mesi il bambino viene generalmente classificato come passeggero bambino e necessita di un posto individuale. Le condizioni economiche relative ai biglietti, al trasporto del passeggino, al bagaglio dedicato e ai servizi aggiuntivi dipendono dalla politica commerciale del vettore aereo. Un passeggino leggero, compatto e progettato per il viaggio può rientrare, in base alle dimensioni del modello e alle disposizioni della compagnia aerea, nelle specifiche previste per il trasporto come bagaglio a mano.

 

Conclusioni

La gestione del neonato durante il trasporto aereo richiede un approccio basato sulla conoscenza di diversi aspetti. La difficoltà di compensazione pressoria dell’orecchio medio deriva principalmente dall’immaturità della tuba di Eustachio, condizione che rende il neonato maggiormente suscettibile al disagio durante le variazioni rapide della pressione atmosferica.

L’allattamento, la suzione e la stimolazione della deglutizione costituiscono strumenti fisiologici finalizzati a favorire l’apertura tubarica e il riequilibrio pressorio.

Una corretta preparazione del viaggio, associata alla scelta adeguata della seduta, alla protezione dall’esposizione termica e all’utilizzo appropriato dei sistemi di ritenuta, consente di garantire condizioni di sicurezza durante il trasporto aereo nei primi anni di vita.

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