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Cura e attenzioni amorevoli

"Anche quando si parla di capigliatura, non tutti i bimbi sono uguali"

Capitolo 5 - La cura dei capelli

CATEGORIA: Cura e attenzioni amorevoli
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TEMPO DI LETTURA: 4 min

Anche quando si parla di capigliatura, non tutti i bimbi sono uguali. C’è chi nasce con tanti capelli e chi con una leggera peluria.

Durante i primi sei mesi di gestazione, il feto sviluppa i follicoli piliferi e, tra il sesto e settimo mese, è ricoperto da una fine lanugine denominata vello fetale, che normalmente scompare verso la fine dell’ottavo mese. La comparsa di questa lanugine è dovuta alla grande quantità di estrogeni in circolo. Per questo, dopo la nascita, con il calo degli steroidi placentari, non è inusuale che si verifichi una progressiva perdita dei capelli e dei peli residui.

Entro alcuni mesi la peluria iniziale lascia il posto ai veri capelli, che sono in genere abbondanti e particolarmente soffici, con una linea di impianto piuttosto bassa sulla fronte. Non di rado i neonati perdono capelli in modo copioso nella zona nucale. La credenza passata attribuiva l’alopecia occipitale dei neonati alla posizione nella culla e allo sfregamento della testa sul cuscino. La credenza è stata controvertita da una ricerca effettuata da un gruppo di studiosi nel 2012. Gli scienziati hanno valutato l’incidenza dell’alopecia occipitale su di un gruppo di 301 neonati, alla nascita e al terzo mese di vita (8).

Tutti i piccoli dormivano in posizione supina, come raccomandato dall’American Academy of Pediatrics. Tra questi neonati, l’incidenza dell’alopecia occipitale era del 11.88%. Un dato non particolarmente diverso da quello raccolto negli anni 1985-1995, quando i bambini venivano messi a dormire casualmente, senza badare alla posizione. L’alopecia, quindi, non dipende dalla frizione, ma dal fatto che il ciclo dei peli della regione occipitale è ritardato rispetto a quello della regione fronto-parieto-temporale, che avviene in utero, prima della nascita. Dunque, riguarda tutti i bimbi, solo che a volte non è così evidente perché l’area occipitale presenta un numero relativamente abbondante di capelli che sono già in fase di crescita.

Nulla di cui preoccuparsi, quindi, basta mantenere pulito il cuoio capelluto per incoraggiare la crescita dei capelli.

Il lavaggio della testina del neonato è molto importante per l’igiene in generale, ma soprattutto perché favorisce la diminuzione della secrezione di sebo che causa la crosta lattea. Tuttavia va effettuato con una certa accortezza.

Innanzitutto non si devono utilizzare detergenti fino ad almeno quattro mesi. Il solo uso di acqua tiepida e una morbida spugna sarà sufficiente. Durante il lavaggio bisogna compiere movimenti lenti e leggeri, ricordando che la testa del neonato è molto delicata e che presenta ancora delle zone molli. E’ importante che queste zone vengano tamponate e frizionate in modo molto leggero.

I capelli vanno poi asciugati tamponando la testa più volte con un panno morbido, ed evitando di imprimere troppa forza all’altezza delle zone molli. Se il bambino ha pochi capelli si possono lasciar asciugare da soli.

L’utilizzo del phon non è consigliato nei primi mesi perché potrebbe spaventare il bambino o scottare la sua pelle delicata. Più avanti, se il bambino lo accetta, lo si può introdurre avendo però l’accortezza di tenerlo a bassa temperatura e a debita distanza.

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Passati i primi 4 mesi sarà possibile introdurre un detergente specifico pediatrico (che può essere lo stesso di quello utilizzato per il corpo) che va utilizzato inizialmente in piccole quantità.  Il detergente dovrà avere una formulazione a base di ingredienti naturali, priva di siliconi e conservanti, che in fase di lavaggio non produca schiuma eccessiva e che sia facilmente risciacquabile.

Non di rado i neonati e i bambini piccoli si dimostrano refrattari al lavaggio dei capelli. Occorre trovare la strategia giusta affinché il momento dello shampooing diventi un’esperienza piacevole.  Per esempio può essere di aiuto inclinare il bambino dolcemente in avanti e portare i capelli a contatto con l’acqua gradualmente e parlargli in tono rilassato, coinvolgendolo sullo stato delle operazioni.

In alcuni casi può giovare continuare ad utilizzare il metodo del lavaggio e tamponamento con la spugna. Per i più grandi, nei casi più estremi, è possibile perfino ricorrere all’uso di apposite visiere che proteggono il viso dal contatto diretto con l’acqua e da eventuali schizzi di detergente.

Comunque sia, accompagnare il momento del lavaggio con un rituale piacevole (per esempio pettinarlo dolcemente prima dello shampoo o fargli ascoltare della musica, o ancora fargli delle acconciature bizzarre) solitamente vince le resistenze e trasforma l’esperienza in vero e proprio momento di wellness.

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