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Il miglior nutrimento fin dall'inizio

"L’esposizione a potenziali allergeni o al glutine dopo i 4 mesi di vita non aumenta la probabilità di insorgenza di allergie o celiachia"

Capitolo 9 - Introduzione degli alimenti e rischio di allergia

CATEGORIA: Il miglior nutrimento fin dall'inizio
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Fino a 10-15 anni fa, le indicazioni erano quelle di ritardare l’introduzione nella dieta degli alimenti tipicamente associati ad allergie, come il pesce, il rosso d’uovo, noci e nocciole, ai 10-12 mesi. Si riteneva che essere esposti precocemente a potenziali allergeni aumentasse il rischio di sviluppare allergie. La stessa considerazione valeva per il glutine: si credeva che la sua introduzione precoce nella dieta aumentasse il rischio di celiachia. Alle future mamme con familiari allergici veniva raccomandato di evitare il consumo di noci e nocciole, crostacei e altri potenziali allergeni in gravidanza, per non esporre il nascituro al contatto attraverso la placenta. La raccomandazione valeva anche per le mamme in allattamento.

Le ricerche degli ultimi anni hanno ribaltato completamente le convinzioni sostenute un tempo dagli esperti (13).

Hanno dimostrato che l’esposizione a potenziali allergeni o al glutine dopo i 4 mesi di vita non aumenta la probabilità di insorgenza di allergie o celiachia nei bambini in generale e nemmeno in quelli ad alto rischio (quelli con familiari allergici).

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Al contrario, i risultati evidenziano una riduzione del rischio (14) per i bimbi con familiarità se questi alimenti vengono introdotti nella dieta tra i 4 e i 6 mesi di vita. Si tratta di una lieve riduzione del rischio, che non giustifica un anticipo dello svezzamento, anche perché è dimostrato che l’allattamento esclusivo al seno per 6 mesi riduce a sua volta la probabilità di allergie. La condotta migliore, raccomandata oggi dagli esperti, è dunque di allattare al seno in esclusiva per 6 mesi e poi avviare l’alimentazione complementare senza la necessità di osservare un particolare ordine nell’introduzione degli alimenti.

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