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Approfondimenti scientifici

Lo sviluppo del linguaggio nel neonato

Dott.ssa Alexandra Semjonova, PhD, MBA

Il linguaggio del neonato si sviluppa progressivamente, partendo da una forma iniziale di comunicazione prevalentemente non verbale e riflessa, che evolve gradualmente verso espressioni intenzionali e strutturate. Fin dalle prime settimane di vita, il neonato utilizza il corpo, la voce e lo sguardo per entrare in relazione con l’ambiente e le persone di riferimento. Comprendere e valorizzare queste prime forme comunicative è fondamentale per sostenere il benessere globale del bambino e favorire un sano sviluppo linguistico e affettivo.

0–2 mesi: le prime forme di comunicazione

Nei primissimi mesi, il neonato riconosce e discrimina le voci familiari, in particolare quella della madre e del padre, anche se ancora non ne comprende il significato. La comunicazione avviene prevalentemente attraverso:

  • il contatto visivo, con cui stabilisce una connessione affettiva;

  • il pianto, che rappresenta una modalità espressiva primaria legata al bisogno o al disagio;

  • il sorriso, espressione precoce di benessere e risposta sociale.

Già verso la terza settimana di vita, il bambino inizia a produrre suoni diversi, come piccoli grugniti o clic della lingua, che rappresentano i primi tentativi di esplorazione vocale.

2–4 mesi: vocalizzazioni e attenzione condivisa

In questa fase compaiono vocalizzazioni più articolate, che variano in durata, intensità e altezza tonale. Il bambino inizia a manifestare stati di benessere, desiderio di attenzione o semplice piacere nell’ascolto della propria voce. Le esclamazioni come “ooooh” o “aaah” diventano comuni e suscitano spesso reazioni entusiaste nei genitori, avviando i primi scambi comunicativi bidirezionali.

4–6 mesi: consapevolezza dei suoni e delle relazioni

Il neonato comincia a sperimentare attivamente la propria vocalità, emettendo suoni e grida in modo auto-stimolante. Le espressioni vocali iniziano a riflettere gli stati emotivi e si modificano in risposta alle interazioni sociali. In questa fase, il bambino mostra un crescente interesse per le relazioni interpersonali e manifesta segni di noia o frustrazione in caso di isolamento o scarso stimolo.

6–8 mesi: gesti, intenzionalità e attenzione all’altro

Tra i sei e gli otto mesi, il bambino inizia a comunicare in modo più intenzionale. I gesti assumono una funzione comunicativa (come allungare le braccia o indicare), e le balbuzie diventano più frequenti e direzionate. Il neonato:

  • si mostra attento alle persone che parlano con lui;

  • reagisce al proprio nome;

  • si inclina o gira il capo in risposta a stimoli sonori;

  • è attratto da parole familiari, pur senza comprenderne il significato.

9–12 mesi: prime parole e comprensione contestuale

Nel corso dell’ultimo trimestre del primo anno di vita, emergono le prime parole riconoscibili: “mamma”, “papà”, “pappa”, “nanna”, “bagno”. Questi termini, spesso associati a routine quotidiane, rappresentano l’inizio della produzione linguistica vera e propria.

In parallelo, si osserva una crescente capacità di imitazione e di comprensione del linguaggio:

  • il bambino risponde a semplici comandi verbali (es. “saluta con la manina”, “dai un bacino”);

  • utilizza gesti intenzionali per comunicare desideri;

  • indica oggetti, anche accompagnando il gesto con vocalizzazioni o balbettii.

Lo sviluppo del linguaggio nei primi dodici mesi di vita è un processo complesso, ma profondamente naturale, che coinvolge interazioni sensoriali, affettive e sociali. Ogni fase rappresenta un passo fondamentale nel cammino verso la comunicazione verbale. Offrire un ambiente relazionale ricco, rispondere in modo sintonico ai segnali del neonato e promuovere lo scambio affettivo quotidiano sono azioni centrali per favorire una crescita linguistica armoniosa e sicura.