Approfondimenti scientifici
Cellule staminali: architettura biologica avanzata, traiettorie di sviluppo e rilevanza clinica nel continuum materno-neonatale
Caratteristiche biologiche e funzione delle cellule staminali
Le cellule staminali costituiscono una popolazione cellulare biologicamente distinta e altamente specializzata, caratterizzata da una competenza intrinseca di autorinnovamento prolungato e dalla capacità di generare cellule differenziate appartenenti a diversi tessuti e organi. Esse rappresentano il fulcro dei processi di sviluppo, mantenimento e riparazione dell’architettura tissutale e costituiscono il principale strumento attraverso cui l’organismo governa la propria plasticità biologica.
Dall’embriogenesi fino all’età adulta, le cellule staminali garantiscono il rinnovamento continuo dei tessuti, sostituendo le cellule che vanno incontro a senescenza o danno, e attivando meccanismi di adattamento e rigenerazione in risposta a condizioni fisiologiche e patologiche.
Svolgono una funzione essenziale come riserva biologica dell’organismo, deputata alla sostituzione delle cellule che vanno incontro a senescenza, danno o morte programmata. La loro principale utilità risiede nella capacità di garantire il rinnovamento continuo dei tessuti, preservandone struttura e funzione nel tempo. In condizioni fisiologiche, esse intervengono nei normali processi di crescita, sviluppo e turnover cellulare; in condizioni patologiche, contribuiscono ai meccanismi di riparazione e rigenerazione tissutale.

Dal punto di vista funzionale, le cellule staminali svolgono un ruolo centrale nella conservazione dell’omeostasi cellulare e nella continuità strutturale e funzionale dei tessuti ad alto turnover. In ambito clinico, le cellule staminali sono utilizzate per:
- Ripristinare il sistema ematopoietico dopo trattamenti mieloablativi, come chemioterapia o radioterapia, attraverso il trapianto di cellule staminali ematopoietiche nel trattamento di leucemie, linfomi, mielomi e altre patologie del sangue;
- Rigenerare tessuti danneggiati o degenerati, favorendo la ricostituzione funzionale di compartimenti cellulari compromessi, come cute, cartilagine, osso e tessuti connettivi;
- Modulare la risposta immunitaria, grazie alla capacità di alcune popolazioni staminali, in particolare quelle mesenchimali, di esercitare un’azione immunoregolatoria e antinfiammatoria, con potenziali applicazioni nelle malattie autoimmuni e nei trapianti;
- Ridurre il rischio di rigetto nei trapianti allogenici, soprattutto quando vengono utilizzate cellule staminali perinatali, caratterizzate da immaturità immunologica;
- Sostenere strategie di medicina rigenerativa e personalizzata, offrendo una base biologica per terapie mirate adattate al profilo genetico e clinico del singolo individuo.
Cellule staminali nella ricerca scientifica e sperimentale
Oltre all’impiego terapeutico diretto, le cellule staminali rivestono un ruolo fondamentale anche in ambito scientifico e sperimentale. Esse vengono utilizzate per studiare i meccanismi dello sviluppo umano, della differenziazione cellulare e delle malattie genetiche, per testare nuovi farmaci e terapie riducendo la necessità di modelli animali e migliorando la predittività dei risultati clinici, nonché per sviluppare modelli di malattia in vitro utili alla comprensione della fisiopatologia di patologie complesse e all’identificazione di nuovi bersagli terapeutici.
Fonti biologiche e cellule staminali perinatali
Le cellule staminali possono essere isolate da differenti compartimenti anatomici e funzionali, ciascuno caratterizzato da specifiche proprietà biologiche. Tra le principali fonti si annoverano il midollo osseo, il sangue periferico mobilizzato, diversi tessuti adulti e, in ambito perinatale, il sangue del cordone ombelicale, la placenta e la gelatina di Wharton.
Le cellule staminali di origine perinatale rivestono un interesse particolare per il loro profilo biologico favorevole, che combina un’elevata capacità proliferativa con una ridotta immunogenicità, associata a una minore incidenza di complicanze immunologiche nei trapianti allogenici e a un elevato potenziale applicativo nel corso della vita.
Processi di raccolta, lavorazione e crioconservazione
Dopo la raccolta, le cellule staminali vengono trasferite in strutture ad alta specializzazione e sottoposte a processi di lavorazione conformi alle Good Manufacturing Practices (GMP). Le fasi di isolamento, espansione controllata, caratterizzazione immunofenotipica e crioconservazione sono fondamentali per garantire la sicurezza biologica, la stabilità genomica e il mantenimento dell’integrità funzionale delle cellule. La crioconservazione a temperature ultra-basse consente di preservarne la vitalità per periodi prolungati, rendendo possibile un utilizzo differito nel tempo.
Raccolta ostetrica e sicurezza materno-neonatale
In ambito ostetrico, la raccolta delle cellule staminali perinatali avviene immediatamente dopo il parto, in una finestra temporale limitata successiva al clampaggio del cordone ombelicale. La procedura non interferisce con la fisiologia del secondamento, non comporta rischi aggiuntivi per la madre o per il neonato e non altera l’avvio dell’allattamento. Per la madre, essa rappresenta una procedura sicura e non invasiva, oltre che un’opportunità di partecipazione a un percorso di solidarietà sanitaria; per il neonato, costituisce la conservazione di una risorsa biologica di elevato valore.
Cura del cordone ombelicale e valore biologico delle cellule staminali perinatali
Nel periodo neonatale, una corretta cura del cordone ombelicale riveste un ruolo fondamentale nel favorire una fisiologica cicatrizzazione del moncone e nel prevenire complicanze infettive locali. Il cordone ombelicale, oltre alla sua funzione transitoria di connessione feto-placentare, rappresenta un compartimento biologico di elevato valore, in quanto sede di cellule staminali emopoietiche (HSC) nel sangue cordonale, responsabili della generazione delle linee cellulari del sangue, e di cellule staminali mesenchimali (MSC) nel tessuto del cordone, in particolare nella gelatina di Wharton, dotate di capacità differenziative verso tessuti di origine mesodermica e di rilevanti proprietà immunomodulanti.
Queste popolazioni cellulari vengono raccolte immediatamente dopo il parto, attraverso procedure sicure e non invasive, poiché presentano elevata capacità proliferativa, ridotta immunogenicità e un profilo biologico favorevole rispetto alle cellule staminali adulte. Tali caratteristiche ne giustificano l’ampio interesse clinico e scientifico, sia per l’impiego consolidato nel trattamento di patologie ematologiche e immunitarie, sia per le applicazioni emergenti nell’ambito della medicina rigenerativa, della modulazione immunitaria e dello studio dei meccanismi di sviluppo e riparazione tissutale.
Una gestione corretta del cordone ombelicale si inserisce pertanto in un contesto più ampio di tutela di una risorsa biologica strategica, destinata a rivestire un ruolo sempre più rilevante nella medicina del presente e del futuro.
Quadro normativo e regolatorio
Il quadro regolatorio che disciplina l’utilizzo delle cellule staminali è caratterizzato da criteri stringenti e da un’elevata armonizzazione internazionale. Le principali linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’American Academy of Pediatrics e delle società scientifiche europee riconoscono la donazione del sangue cordonale come una pratica di alto valore sanitario e sociale.
A livello europeo, le cellule staminali rientrano nella categoria degli Advanced Therapy Medicinal Products (ATMP), soggetti a rigorosi requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia. In Italia, il Centro Nazionale Trapianti e l’Istituto Superiore di Sanità assicurano la regolamentazione delle attività di raccolta, conservazione e utilizzo clinico, garantendo uniformità procedurale e tutela del paziente.
Conclusione
In prospettiva futura, l’integrazione delle cellule staminali con tecnologie avanzate quali l’ingegneria tissutale, i biomateriali intelligenti e l’editing genomico apre la strada alla possibilità di riparare, sostituire o rigenerare organi e tessuti complessi, configurando un approccio terapeutico sempre più preciso, sicuro e personalizzato.
Non rappresentano solo uno strumento terapeutico attuale, ma costituiscono una risorsa biologica strategica per la medicina del presente e del futuro. Un utilizzo clinico rigorosamente regolamentato, fondato su solide evidenze scientifiche e su un robusto impianto etico-normativo, consente di valorizzarne pienamente il potenziale a beneficio della madre, del neonato e dell’intera collettività.
Choi EH: Skin Barrier Function in Neonates and Infants: Allergy, Asthma & Immunology Research, 2025.
Darmstadt GL, et al.: Umbilical Cord Care Practices and Neonatal Outcomes: The Lancet Global Health, 2020.
Imdad A, Mullany LC, Baqui AH, et al.: Umbilical Cord Antiseptics for Preventing Sepsis and Death Among Newborns: Cochrane Database of Systematic Reviews, 2020.
Niermeyer S, et al.: Delayed Umbilical Cord Clamping and Neonatal Outcomes: Clinics in Perinatology, 2020.
Blencowe H, et al.: Neonatal Infections and Umbilical Cord Care: BMC Pediatrics, 2021.
Visscher MO, et al.: Neonatal Skin and Barrier Adaptation After Birth: Pediatric Dermatology, 2021.
Shah PS, et al.: Umbilical Cord Care and Infection Prevention Strategies: Journal of Perinatology, 2023.
World Health Organization (WHO): WHO Recommendations on Maternal and Newborn Care for a Positive Postnatal Experience: World Health Organization, 2017 (aggiornamenti applicativi 2020–2022).
World Health Organization (WHO): Care of the Umbilical Cord: Evidence Review: WHO Technical Report, 2020.
American Academy of Pediatrics (AAP): Umbilical Cord Care in the Newborn Infant: Pediatrics, 2020.
Centers for Disease Control and Prevention (CDC): Guidelines for the Prevention of Neonatal Infections: CDC, aggiornamento 2021.
Società Italiana di Neonatologia (SIN): Raccomandazioni per l’assistenza al neonato sano: SIN, 2021.
Società Italiana di Pediatria (SIP): Indicazioni per la cura del neonato nei primi giorni di vita: SIP, 2020.
Istituto Superiore di Sanità (ISS): Assistenza al neonato sano e prevenzione delle infezioni neonatali: Sistema Nazionale Linee Guida, 2020–2022.
European Medicines Agency (EMA): Advanced Therapy Medicinal Products: Regulatory Framework: EMA, aggiornamento 2022.
